Il percorso

Come funziona

Dal primo sopralluogo al primo kilowattora: cinque passaggi, nessun costo per chi riceve l'impianto.

01

Ci arriva una candidatura

Un'associazione ci scrive, o ce la segnala qualcuno del territorio. Guardiamo chi sono, cosa fanno e quante persone seguono.

02

Saliamo sul tetto

I tecnici di Heiwit fanno il sopralluogo gratuito: esposizione, stato della copertura, consumi reali dell'ultimo anno. Da lì esce il progetto e il suo costo.

03

Apriamo la raccolta

Pubblichiamo il progetto su questo sito con il costo dichiarato. Imprese e donatori scelgono di finanziarlo, tutto o in parte.

04

Costruiamo

Appena i fondi ci sono, si installa. Pannelli, accumulo e sistema di monitoraggio. L'associazione non anticipa un euro e non firma finanziamenti.

05

Lasciamo le chiavi

L'impianto passa in comodato d'uso gratuito. Resta di proprietà della Fondazione, che ne cura manutenzione e assistenza. L'energia è loro.

La parola difficile

«Comodato d'uso gratuito», tradotto

È un prestito senza scadenza e senza affitto. L'impianto resta di chi lo ha costruito, ma chi lo usa non paga nulla per usarlo.

Chi paga l'impianto
La Fondazione
Di chi è l'impianto
Della Fondazione
Chi usa l'energia
L'associazione
Chi paga la manutenzione
La Fondazione
Chi chiama il tecnico se si guasta
La Fondazione
Quanto costa all'associazione
Zero
Per quanto tempo
Almeno 25 anni

Restano a carico dell'ente solo i consumi che l'impianto non riesce a coprire, che continuano ad arrivare dal fornitore abituale.

Una scelta tecnica, spiegata

Perché mettiamo sempre anche le batterie

Un centro diurno accende le luci e la cucina presto la mattina, e continua a consumare nel tardo pomeriggio. Il sole, invece, dà il meglio a mezzogiorno.

Senza accumulo, l'energia prodotta nelle ore centrali finirebbe venduta alla rete per pochi centesimi, per poi essere ricomprata più cara qualche ora dopo. Con l'accumulo resta dov'è stata prodotta: la quota di energia usata sul posto passa da circa un terzo a gran parte del totale, e il risparmio in bolletta cambia di scala.

Costa di più costruirlo. Ma il senso della donazione non è mettere pannelli su un tetto: è togliere una voce di spesa dal bilancio di chi fa assistenza.

I requisiti

Chi può ricevere un impianto

Non è un bando e non ci sono graduatorie automatiche: guardiamo caso per caso. Questi però sono i punti che pesano.

  • Essere un ente del terzo settore o comunque un soggetto senza scopo di lucro che eroga servizi alla persona.
  • Avere la disponibilità del tetto per almeno dieci anni: di proprietà, in comodato o con un contratto di affitto lungo e il consenso scritto del proprietario.
  • Una copertura in condizioni ragionevoli, senza amianto e senza necessità di rifacimento immediato.
  • Consumi elettrici reali documentabili con le bollette dell'ultimo anno: servono a dimensionare l'impianto sul fabbisogno vero.
  • Persone seguite: a parità di condizioni tecniche, precede chi ne assiste di più.

Domande

Le cose che ci chiedono più spesso

Quanto costa all'associazione?

Niente. Non ci sono spese di attivazione, canoni, quote associative o percentuali sul risparmio. L'impianto è donato in comodato d'uso gratuito e la manutenzione ordinaria resta a carico della Fondazione.

Di chi è l'impianto?

Della Fondazione. È una scelta che protegge l'associazione: non deve iscrivere un bene a bilancio, non si assume l'onere della manutenzione e non rischia nulla se qualcosa si guasta. L'uso dell'energia, però, è interamente suo.

Cosa succede se l'associazione chiude o cambia sede?

Il comodato si interrompe e l'impianto viene smontato e reinstallato presso un altro ente del terzo settore. L'energia donata non torna indietro: cambia solo destinatario.

Perché c'è anche la batteria?

Perché i centri diurni consumano molto la mattina presto e nel tardo pomeriggio, quando il sole rende poco. Senza accumulo, buona parte dell'energia prodotta verrebbe venduta alla rete per pochi centesimi e ricomprata più cara qualche ora dopo. Con l'accumulo resta in casa.

Chi dona può vedere cosa produce l'impianto?

Sì, chiunque può. Ogni pagina progetto mostra la produzione letta in tempo reale dal sistema di monitoraggio dell'impianto. Non è un dato che ricalcoliamo noi: è quello che dice l'inverter.

La donazione è deducibile?

Le erogazioni liberali verso enti filantropici godono di agevolazioni fiscali sia per le imprese sia per le persone fisiche. Rilasciamo la documentazione necessaria; per l'inquadramento preciso è il commercialista la persona giusta, e siamo disponibili a parlarci.

Posso donare l'impianto per un'associazione che conosco io?

Sì, ed è la cosa più bella che ci possa capitare. Segnalacela: facciamo il sopralluogo, ti diciamo quanto costa e se vuoi lo finanzi tu, con il tuo nome sulla pagina del progetto o in forma anonima, come preferisci.

Hai ancora una domanda?

Scrivici: risponde una persona, di solito entro un paio di giorni.